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Turchia Orientale

La Turchia Orientale custodisce alcuni dei tesori più autentici e meno turistici del paese: un mosaico di popoli, imperi e paesaggi che ha visto susseguirsi urartei, armeni, romani, bizantini, selgiuchidi e ottomani, lasciando un patrimonio storico di straordinaria profondità, ancora fuori dai grandi flussi turistici.

Il Monte Ararat e il Lago di Van

Il maestoso Monte Ararat, la vetta più alta della Turchia con i suoi 5137 metri, domina l'orizzonte e secondo la tradizione biblica fu il luogo in cui si posò l'Arca di Noè. Ai suoi piedi si estende il Lago di Van, il più grande del paese, sulle cui rive sorge l'isola di Akdamar con la sua chiesa armena del X secolo decorata da rilievi biblici scolpiti nella pietra.

Le città di pietra: Mardin e Diyarbakır

Mardin, costruita interamente in pietra calcarea color miele sulle pendici di una collina che domina la pianura mesopotamica, è forse la città più suggestiva della regione, con i suoi vicoli intricati, monasteri siriaci e madrase selgiuchidi. Diyarbakır, cinta dalle sue imponenti mura basaltiche nere lunghe quasi 6 km, seconde solo alla Grande Muraglia Cinese per estensione, è un altro capitolo fondamentale della storia della regione.

Göbekli Tepe e Kars

Nei pressi di Şanlıurfa si trova Göbekli Tepe, il più antico complesso templare mai scoperto al mondo, risalente a quasi 12.000 anni fa — più antico di Stonehenge e delle piramidi egizie, e capace di riscrivere la storia della civiltà umana. A nord, vicino a Kars, le rovine di Ani, un'intera città medievale armena abbandonata sul confine con l'Armenia, regalano un'atmosfera unica e malinconica tra chiese in rovina e steppa infinita.

Un viaggio in Turchia Orientale è un'esperienza autentica e fuori dagli schemi, pensata per chi desidera scoprire il volto più profondo e meno conosciuto del paese.

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